Quindici anni fa ci lasciava Andrea Fortunato. Ho giocato poco con lui, solo una stagione. Ci ho ripensato in questi giorni: è passato così tanto tempo.
Fa impressione pensare che un adolescente di oggi, allora non era neppure nato. Sentendo parlare di lui, magari a qualcuno di loro verrà la curiosità di scoprire chi era, perché è rimasto nel cuore di molti. Magari in un giro su Google si imbatteranno tra i risultati in questo articolo di “Repubblica” datato 11 luglio 1991. Titolo: “Del Piero o Fortunato, sconosciuti da scommessa”.
E’ una cronaca dal calciomercato che si svolgeva a Cernobbio. Ve ne riporto alcuni passi:
“Non valgono un titolo. Nessuno li conosce, a volte nemmeno la Bibbia del pallone, l' immancabile Panini. Eppure succede che la Juve, il Milan o il Torino arrivino ad accapigliarsi nell' ombra per uno di questi Vialli in embrione, pronti a farne una questione di principio, disposti a scommettere anche nove zeri che quel girino non diventerà rana, ma principe azzurro. Hanno vent' anni e un nome in bianco da riempire”.
“Su un centravanti del Padova si sta accendendo una lite tra Juve e Milan. Alessandro Del Piero, poco più di un bambino coi suoi 16 anni, vale già un miliardo e mezzo: lui non ha paura di tirare calci di rigore, 38 gol, seppur infilati nelle porte degli Allievi, sono un accredito niente male. Era già della Juve ma quando i dirigenti bianconeri hanno detto ad Aggradi il prezzo giusto lo facciamo noi, il cartellino del giocatore è tornato nella 24 ore. Il Milan è pronto a pagare quella cifra, la Juve conserva un vantaggio solo perché al Padova ha venduto Bonaiuti. Ma se dopo il Mundialito toscano, tra qualche giorno, i torinesi non staccheranno l' assegno, il baby-bomber sarà di Berlusconi”.
“I rossoblù hanno comprato anche il miglior terzino della C1, Andrea Fortunato dal Como, 20 anni: lo voleva l' Atalanta, è costato caro. Un mancino puro da sganciare sulla fascia, una macchina da cross capace anche di marcare la prima punta e giocare a destra, vale quanto un attaccante”.
Estate 1991. Ci saremmo trovati insieme, alla Juve, due anni dopo, acquistati da Boniperti che scommise sul fatto che “quei girini non sarebbero diventati rane, ma principi azzurri”.
Mi colpisce ripensare alle nostre storie, quindici anni dopo.
Alessandro
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