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31-12-2016GLI SPORTIVI DELL’ANNO 2016

Da quando esiste questo sito, e dunque da quando ho il privilegio di poter comunicare in modo diretto con chi mi segue, ad ogni ultimo dell’anno mi diverto a condividere con tutti voi la mia passione per lo sport, e rivivere le grandi imprese che sono entrate nella storia non solo di questi ultimi dodici mesi, ma in molti casi per sempre. Si tratta di un gioco, come sempre non c’è alcuna pretesa di fare delle classifiche (mi servirebbero cento posti!) e infatti le dieci posizioni non sono in ordine di merito. E allora, siete pronti ? 
Mi raccomando, poi aspetto i vostri commenti sui Social…


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- Lebron James: non aveva più nulla da dimostrare, era già nell’Olimpo. Eppure aveva ancora un sogno, vincere a casa sua. Tornare dove tutto era iniziato, e esultare con la sua gente: fatto. Da numero uno, sempre decisivo. Come è nel suo destino.

- Gregorio Paltrinieri: il 2016 è anno olimpico, sono tante le imprese che ci hanno regalato i Giochi di Rio, e allora come non partire da Gregorio Paltrinieri, storico il suo oro nei 1500 metri, ottenuto da dominatore. E’ ormai chiaro che sia uno dei più grandi atleti del mondo: per fortuna che è italiano!

- Cristiano Ronaldo: vincere nello stesso anno l’Europeo (e perdipiù da outsider con la maglia del Portogallo, che mai ce l’aveva fatta prima, super citazione anche per loro!), la Champions e la Coppa del Mondo per club con il Real, è un’impresa da Pallone d’Oro, anzi di più. 

- Michael Phelps: chi ha davvero creduto che fosse finita dopo Londra? Nessuno? Bravi, avete fatto bene. Michael aveva ancora un pezzo di strada da fare, per andare oltre la (sua) leggenda. Con 23 medaglie d’oro, è diventato a Rio - nell’Olimpiade che ha celebrato un’altra monumentale leggenda come Usain Bolt - l’atleta più titolato della storia delle Olimpiadi moderne. Nessuno come lui.

- Claudio Ranieri: è del Leicester la più grande impresa sportiva dell’anno, una delle più grandi sorprese della storia dello sport. La firma che resterà è italiana, quella di Claudio Ranieri che ha saputo fare credere che i sogni possono diventare realtà. E mi auguro che Antonio Conte possa alzare lo stesso trofeo, a fine stagione.

- Tania Cagnotto: aveva ottenuto tutto dalla sua straordinaria carriera, tranne la medaglia olimpica, svanita per un soffio a Londra. Aveva l’ultima occasione, prima di dire basta. L’ultimo rigore, dentro o fuori. E Tania ha segnato! Ultimo acuto di una grande storia di sport, che meritava di finire così.

- Chicago Cubs: negli Stati Uniti c’era chi li chiamava “lovable losers”, adorabili perdenti. Avevano vinto le ultime World Series nel 1908, pur essendo una delle squadre con maggiore storia e con più tifosi della MLB. Potete immaginare cosa hanno provato quando si sono laureati campioni, 116 anni dopo! Una storia da film, di sicuro ci avranno già pensato…

- Bebe Vio e Alex Zanardi: unisco i nomi di questi due campioni dello sport italiano per celebrare non solo le ultime imprese a Rio (una prima volta per Bebe, una conferma per Alex) ma anche per ringraziarli, perché con le loro imprese hanno definitivamente affermato che lo sport paralimpico è, semplicemente e straordinariamente, sport. Senza differenze, senza categorie, se non l’eccellenza.

- Kobe Bryant: è un anno di grandi addi nella mia amata NBA, fenomeni come Kevin Garnett, Tim Duncan e - permettetemi - da tifoso dei Lakers e da innamorato di questo sport, di uno dei giocatori che più mi hanno esaltato, in assoluto. Grazie Kobe, ti meriti ogni applauso ricevuto in tutte le arene che hanno celebrato l’ultima stagione del Mamba.

- Chapecoense: l’ultima citazione è purtroppo drammatica. E' una storia terribile, quella dei calciatori brasiliani scomparsi in un incidente aereo, mentre andavano a giocarsi la loro finale, quella che si erano conquistati, che avevano sognato da sempre. Se ne vanno da campioni: forza Chape!  

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Buon 2017 a tutti, che sia un grande anno di sport!

Alessandro


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