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homenewsPer Fatim

06-11-2016Per Fatim

Ieri ho letto una notizia che mi ha fatto male. 
Capita che la nostra sensibilità sia più colpita da alcuni fatti, perché li sentiamo più vicini a noi. 
Anche se, drammaticamente, stiamo parlando di una dei tanti, non un caso isolato. Una vittima tra le migliaia e migliaia che riempiono le pagine di cronaca con le storie dei migranti. 

Fatim Jawara, portiere della nazionale femminile di calcio del Gambia, è morta mentre cercava di attraversare il Mediterraneo. Sognava di arrivare in Europa per dare una svolta alla sua vita, lasciarsi alle spalle sofferenza e povertà e inseguire il suo sogno: giocare a calcio. Fatim aveva lasciato il Gambia a settembre, ha camminato giorni e giorni attraversando il Sahara per arrivare in Libia, dove piena di speranza è salita su un barcone. Che purtroppo si è ribaltato nel Mediterraneo, mentre stava per arrivare in Sicilia. Così è finito il sogno di Fatim, a 19 anni. 
Voleva vivere, voleva giocare a calcio. Fatim è una degli oltre 3300 migranti che sono morti in mare cercando di arrivare in Europa, soltanto in questo 2016. Si rischia l’assuefazione a questi numeri, purtroppo. Ne sentiamo parlare ogni giorno,  come se fosse normale, inevitabile. Poi arriva una ragazza, Fatim. Arriva una calciatrice, una di noi. 

E ti accorgi una volta di più che tutto questo non ha senso. 
Oggi è domenica, si è giocato e si gioca ancora. Il mio pensiero, proprio in questa giornata, va a lei, Fatim Jawara, 19 anni, portiere della nazionale del Gambia, morta sognando il pallone e una vita migliore.

Alessandro


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